Il ponte dell’Immacolata lo passo giù in Costiera Amalfitana, a Ravello, con la mia lei, per festeggiare, anche se in forte ritardo, l’anniversario. Ma già che il viaggio lo abbiamo solo rimandato e non annullato, per la piega che stava prendendo la mia esistenza negli ultimi tempi, è per me una vittoria!
Questo ragazzo era de facto il più bravo di questa edizione e, secondo me, di tutte e tre. Spero vivamente abbia un successo adeguato, anche se in parte la sua durata dipenderà da chi gli scriverà i pezzi (di certo l’inedito con cui ha vinto non era degno). Lui comunque è e resta veramente eccezionale.
Questo è motivato dal fatto che si abbassa la produttività perché tutti devono pranzare a una certa ora. Ecco, a parte l’arrabbiatura iniziale, mi sembra che queste dichiarazioni non coinvolgano poi così tanti lavoratori:
chi ha una mensa aziendale non può fare la pausa pranzo quando vuole, perché altrimenti i costi di mantenimento di un servizio mensa di 8-10 ore sarebbe così elevato da non bilanciarsi col presunto guadagno sulla produttività: questo caso lo escluderei;
per gli operai avere una pausa comune è funzionale alla gestione delle linee di produzione, quindi li escludiamo;
le aziende private medio-piccole o piccole già adottano questo sistema: quando ti va mangi; che poi tutti mangino fra l’una e le due è abbastanza fisiologico; in più la socializzazione migliora la compattezza dei piccoli team, il che migliora la produttività; escludiamo anche loro;
dei liberi professionisti non parliamo neanche perché il discorso è lo stesso: esclusi;
se poi si parlava dei costi, perché la pausa è troppo lunga e quindi diminuendola aumenterebbero le ore lavorate… beh, non conosco la situazione generale ma, per lo meno nel mio caso, il tempo della pausa pranzo è già decurtato dalla pausa pranzo, ovvero: se entro alle ore x con pausa pranzo di durata y, timbrerò l’uscita alle ore
x+y+8
quindi se salto la pausa pranzo me ne esco molto prima, pur lavorando comunque 8 ore; da cui si deduce che anche questi casi sono esclusi.
Quindi o non sono state ben tradotte dai giornali le esternazioni o non ho capito chi fosse il destinatario dell’invettiva.
Il 16 novembre nel Lazio c’è stato il tanto atteso switch-off della tv analogica tradizionale. Questo vuol dire che chi non ha il decoder non può vedere la tv, in parole povere.
Ecco… Quindi la domanda che mi assilla è presto enunciata. A cosa servono gli spot un po’ in tutte le reti che dicono: “se non vedi la tv digitale devi fare questo questo e quello blah blah blah”? Chi ne dovrebbe usufruire non li può vedere, perché - appunto - trasmessi in digitale, mentre a chi li vede, perché il digitale ce l’ha già, non frega un emerito di quello che dicono.
Dovete perdonare, miei cari piccoli lettori, la mia assenza dalle scene internettiane di questi 10 giorni… Il problema è che mi sono lasciato assorbire da un videogioco, come non mi succedeva da anni! L’imputato è Dragon Age: Origins della Bioware.
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